Il nostro tema svolto sulla prima guerra mondiale: cenni a cause e conseguenze del conflitto, con riferimenti ai cambiamenti di oggi dell'Europa intera. L'Occidente è davvero libero dai venti di guerra?
Oggi vi proponiamo un tema svolto sulla prima guerra mondiale, soffermandoci sulle cause, le conseguenze e, soprattutto, sui cambiamenti che la guerra ha portato in Europa oggi: non facciamo riferimento soltanto ai cambiamenti dovuti alla prima guerra mondiale, ma pure a come l'Europa vive oggi la pace, al ruolo dell'ONU e all'impegno dei singoli stati affinché qualsiasi tipo di contrasto non degeneri in una terza guerra mondiale (a tal proposito, abbiamo sviluppato un tema più specifico sul tema della guerra oggi, con riferimenti ai conflitti attuali e alle possibili degenerazioni: è questo che dovete leggere se avete bisogno di parlare di guerra in generale). Ovviamente, parlare di prima guerra mondiale in un tema significa parlare di tutto e niente, nel senso che ci sono così tante cose da dire che bisogna per forza partire da una traccia ben precisa, e la nostra traccia di partenza, che può essere comunque adattata a vari compiti in classe e saggi brevi, è proprio di questo tipo:
Sviluppo del tema sulla prima guerra mondiale
Lo scoppio della prima guerra mondiale è un tema ancora fortemente attuale, in un'Europa in cui alleanze strategiche, isolamenti ed emergenze riesce a garantire la pace e gli equilibri, ma fino a un certo punto: si pensi soltanto alla crisi ucraina e al rapporto dell'Occidente con la Russia. Alla luce di questo, il candidato, dopo aver illustrato le cause e le conseguenze della prima guerra mondiale, discuta quanto l'Europa sia cambiata e quanto ancora bisogna lavorare affinché la prima guerra mondiale sia davvero solo un ricordo.
Il nostro tema svolto sulla prima guerra mondiale può essere diviso in tre parti: nella prima faremo cenno alle cause del conflitto; nella seconda cercheremo di farne un bilancio (e dunque accenneremo alle conseguenze); nella terza, invece, parleremo dell'Europa oggi, e sarà proprio questa parte del tema che vi permetterà di concludere tutto e garantire coerenza al vostro elaborato.
Tema sulla prima guerra mondiale: l'introduzione
Vediamo subito l'introduzione:
L'Europa di oggi è realmente diversa da quella di cento anni fa? Ci sarà un nuovo casus belli che porterà allo scoppio di un altro conflitto mondiale? Riesce difficile dare una risposta a questi interrogativi, in un continente che, seppur segnato da due guerre e seppur protetto da organismi internazionali quali l'ONU e la stessa Unione Europea (che non è solo unione economica), è ancora schiavo di logiche pericolose e teatro di rivalità, schieramenti e anche conflitti: si pensi soltanto alla crisi ucraina degli ultimi tempi e all'isolamento della Russia, legittimo, viste le prese di posizione di Putin, dalle grandi potenze occidentali. La guerra del 1914, insomma, è un avvenimento lontano dai giorni nostri, ma questo è vero solo cronologicamente: nuovi venti di guerra soffiano in Occidente, e con essi cresce la speranza che il terrorismo islamico non aggravi la situazione.
Il 1914 vide esplodere la guerra a seguito dell'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando da parte di uno studente nazionalista serbo; sappiamo bene, però, che questo fu solo un casus belli e che tutto il conflitto non fu altro che l'esplosione di bombe già innescate nel corso degli anni precedenti: le rivalità fra Germania, da una parte, e Grancia e Gran Bretagna, dall'altro, oltre all'inimicizia fra Austria-Ungheria e Russia non erano certamente sorte in quell'anno, e infatti la costituzione della Triplice Alleanza e della Triplice Intesa fu solo l'esito quasi scontato di anni e anni di pretese egemoniche e mire espansionistiche (si pensi soltanto alla figura del cancelliere tedesco Otto von Bismarck); le crisi marocchine del 1905 e del 1911, oltre alle guerre balcaniche del 1912-13, furono soltanto gli ultimi tasselli di un puzzle il cui disegno era purtroppo chiaro da tempo.
Sembra un po' lo scenario europeo dei nostri giorni, con la Russia e l'Europa ormai palesemente divise, in cui il caso dell'Ucraina potrebbe rivelarsi soltanto un pretesto per lo scoppio di conflitti più importanti: certo, la cancelliera Angela Merkel e gran parte delle potenze europee non ricorrono più alle armi come un tempo, e infatti qualsiasi chiara "dichiarazione di guerra" è da escludere; non per questo, però, non si può dire che la guerra sia lontana dal nostro vivere quotidiano: la caduta del muro di Berlino, la dissoluzione dell'URSS e la fine della Guerra Fredda hanno semplicemente rimescolato le carte in tavola, cambiato i modi di continuare a investire in conflitti e scontri, ma non hanno cancellato nell'essere umano l'indole a far guerra per ottenere risorse naturali ed economiche. Non si tratta di dietrologia, né di complottismo, ma di realtà: esistono decine e decine di conflitti nel mondo, e la stessa Italia, che entrò in guerra nel 1915, non ha certo rinunciato alle armi in questi anni. Un nuovo 1914, anzi: un nuovo 1939, è purtroppo ancora in corso, con il nazionalismo e l'antieuropeismo in crescita anche a causa della crisi economica mondiale.
L'Italia entrò in guerra dopo una fase iniziale di neutralità: la comunicazione politica di Gabriele D'Annunzio ebbe un ruolo fondamentale nelle operazioni di sensibilizzazione della gente comune, anche se il fronte dell'interventismo, forte anche dell'appoggio dei Futuristi, non doveva certo la ragione della sua esistenza al poeta vate; il fatto che l'Italia si schierò a favore della Triplice Intesa, pur avendo firmato accordi con la Triplice Alleanza in precedenza, dimostra chiaramente che le istanze irredentiste erano esplose e che soltanto quando tutta l'Italia si sarebbe unita territorialmente si sarebbero sopite. Di lì alle varie annessioni, però, ci fu la guerra di logoramento, una situazione che la Germania non aveva assolutamente previsto, essendo certa, prima dell'entrata in guerra, che tutto si sarebbe risolto con un conflitto-lampo.
Sviluppo del tema sulla prima guerra mondiale
Il primo conflitto mondiale è stato ben presentato nel trema: la prima sezione e la terza si sono ben amalgamate tra loro, e dunque è arrivato il momento di avviarci alla conclusione, accennando alle conseguenze e lanciando un messaggio forte, chiaro e coerente con le nostre scelte di presentazione. Vediamo subito lo sviluppo del tema:
Oggi, per fortuna, la presenza di organismi internazionali a tutela della pace e a garanzia della stabilità ha fortemente ridotto la possibilità che i conflitti esplodano per ragioni superflue, almeno in apparenza: ciò non vuol dire, però, che l'Europa sia entrata definitivamente in una nuova era, ma significa soltanto che abbiamo tutti gli strumenti, politici e istituzionali, oltre alla storia, che dovrebbe essere maestra di vita, per superare le difficoltà della nostra convivenza e i contrasti di natura economica, sociale e non solo; anche se a vincere - converrà sottolinerarlo - è comunque sempre il più forte, e non la nostra Unione, visto che in casi di estrema emergenza l'Italia, per esempio, è stata abbandonata a sé stessa: si pensi alla gestione dei flussi migratori e a come hanno reagito Francia, Germania e non solo; in questi casi, non ci sono alleanze che tengono, ma solo tutela dei propri interessi e conseguente inefficienza su scala europea.
Le conseguenze della prima guerra mondiale furono disastrose: le perdite umane furono di circa 21 milioni, a cui si aggiungono i superstiti deceduti a causa di traumi da bombardamento o nevrosi di guerra; anche i civili, purtroppo, contribuiscono a far aumentare i numeri: 950mila morirono a causa delle operazioni militari e quasi sei milioni per cause collaterali (carestie, per esempio, e molto altro). In questo quadro emergono i genocidi armeno, assiro e dei greci del Ponto, in un quadro socio-politico, oltre che economico, profondamente cambiato: i grandi imperi tedesco, austro-ungarico, russo e ottomano scomparvero lasciando spazio a nazioni distrutte dalla guerra, e le stesse potenze vincitrici non trassero profitti dal conflitto. A trarne benificio furono, semmai, i paesi extrauropei, la cui egemonia era andata fortificandosi già negli anni precedenti.
La conclusione del tema sulla prima guerra mondiale
Accennate le conseguenze, arriviamo alla conclusione del tema:
La nostra Europa oggi è riuscita a convivere quasi pacificamente per circa settant'anni: le conseguenze dei due grandi conflitti mondiali sono state devastanti e non potranno mai essere cancellate dalla storia dell'uomo sulla terra, neanche quando l'essere umano sarà scomparso per sempre dal pianeta. Le ferite causate sono state profonde: la verità appartiene ai morti, certo, ma anche all'aria ancora inquinata dal fumo delle bombe e sporca del sangue di innocenti e soldati; noi abbiamo il dovere di imparare dalla storia del Secolo Breve, e di non metterla più in moto, perché non è vero che siamo cambiati e non è vero che la prima guerra mondiale è solo un ricordo lontano. Esiste una realtà che va guardata in faccia senza ipocrisie e affrontata con determinazione: la guerra non dev'essere più una minaccia per l'uomo moderno.
Il nostro tema su cause e conseguenze della prima guerra mondiale, e sull'Europa oggi, si conclude qui: per tutti gli altri temi svolti date un'occhiata alla nostra sezione, perché abbiamo individuato diverse tracce che potrebbero ricorrere spesso non solo nei compiti in classe ma anche alla maturità.
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